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Up to the Forum decreto legislativo 152/2006 Forum
Contiene brevi interventi e commenti inviati dai componenti del gruppo per la riformulazione del testo della parte II del D.lvo 152/2006

Decreto VAS - Bagnod 18-9

Posted by pbagnod at September 18. 2006
Ho riguardato la parte scritta da Di Stefano e illustrata in sede di riunione a Bologna. Mi pare possa, come eravamo rimasti d'accordo, rappresentare il punto di partenza.
Quanto al problema sollevato circa l'opportunità di riprendere TUTTI gli obblighi previsti dalla direttiva VAS, a mio parere non possiamo esimenrci dal farlo, pena procedura di infrazione. Certo, la cosa comporterà la necessità di un adeguamento delle eventuali norme regionali vigenti (come la nostra in Valle d'Aosta), ma mi pare sia necessario.
Altri punti Solelvati da Zambrini che mi ero annotato sono:
la necessità di una terzietà nella valutazione (no autocertificazione)
definizione dei tempi e modi di partecipazione del pubblico (non so però se sia opportuno che ci leghiamo le mani con un decreto, o se sia invece meglio partire dal presupposto che, essendoci un rimando a un criterio di pubblicità e partecipazione, sia poi possibile per tutte le regioni definire autonomamente tempi e modi).
Posted by amelone at September 19. 2006
Penso che per tutti gli aspetti qualificanti della VAS, come tempi e ruolo della partecipazione, ma anche esame delle alternative, monitoraggio, il decreto nazionale debba fissare paletti, che costituiscano una una sorta di livello minimo nazionale di riferemento, in grado una qualche omogeneità di applicazione del decreto.
Posted by pbagnod at September 21. 2006
Su quanto detto sono d'accordo. Non so se sia o meno intenzione del legislatore riscrivere il decreto limitandosi a un recepimento "formale" della direttiva (cosa questa molto + facile, basta una "copia e incolla") oppure spingersi a determinare i "paletti" richiesti, oppure, per l'ennesima volta, a rimandare a un successivo decreto per definire gli stessi. Ovvio che in questo secondo caso le regioni sarebbero svantaggiate, perchè il decreto riscritto le costringerebbe ad agire e iniziare a lavorare sulle norme regionali, salvo poi scontrarsi con sucessive norme nazionali e dover ricalibrare il tutto. Per questo motivo sarebbe opportuno, a mio avviso, inviare il messaggio che quanto è importante per noi è proprio la disponibilità di un testo il più possibile completo e definitivo dal quale partire. Nel nostro caso la norma regionale deve essere adattata alla direttiva, e ovviamente preferirei poter partire con il lavoro avendo già gli input necessari per portarlo a termine una volta per tutte.
Posted by gbaldizzone at October 23. 2006
Mi inserisco per dire la mia e premetto che uso questo Forum in forma “easy”, cioè scrivendo a braccio, quindi perdonate inesattezze e linguaggio verbale.

Sono d’accordo con Bagnod che TUTTI gli elementi della Direttiva debbano essere presenti: il problema non si pone, dato che altrimenti l’Italia incorrerebbe in procedura d’infrazione.
Occorre però che questi elementi non siano solo semplicemente citati, ma che si definisca il “COME” gli elementi debbano essere implementati in Italia. Quindi no assolutamente ad un successivo decreto attuativo.

Occorre rilevare come in Italia si assista ad una enorme confusione in campo pianificatorio.
L’Italia è il paese europeo più pianificato e meno governato d’Europa.
E in questa pletora di piani si sono inserite le Regioni. Ognuna fa repubblica a se e quindi anneghiamo in una confusione di approcci pianificatori a volte assai diversi.
Lasciare alle Regioni la libertà di decidere su punti importanti quali valutazione delle alternative, opzione zero, quantificazione degli effetti, fasi della partecipazione, elementi della comunicazione e dell’informazione al pubblico, monitoraggio, ecc., significherebbe aggiungere entropia (quella della VAS) ad entropia (quella della pianificazione) con effetti che tutti possono immaginare.

Se le Regioni dovessero adattare le loro normative a questo decreto questo non sarebbe poi un male, anzi. In questo modo il decreto porrebbe quei paletti sulla VAS che, in effetti, sono anche paletti della pianificazione, portando all’indubbio benefico risultato di obbligare le Regioni ad avere alcuni elementi comuni (discendenti dalla procedura VAS) anche nelle normative urbanistiche.

Quindi sono d’accordo con Malone sul fatto che il Decreto debba costituire un minimo nazionale di riferimento, in grado di fornire una qualche omogeneità di applicazione alla Direttiva.

Per quanto riguarda il Decreto, propenderei per un approccio “anglosassone”, ovvero pragmatico e razionale. La Direttiva è scritta piuttosto bene, si tratta solo di specificare meglio gli elementi in essa contenuti adattandoli alla specificità italiana. Quindi un Decreto che prenda la Direttiva e approfondisca passo per passo i suoi contenuti. Per capire ciò che intendo si vedano le linee guida inglesi (The SEA Directive: Guideline for Planning Authorities, 2003).

Certo, anche in Italia potremmo avere una normativa che viene poi approfondita tecnicamente da linee guida ministeriali ma, vista la lentezza dei nostri apparati ministeriali, penso sia meglio che alcuni elementi di base siano contenuti direttamente nel Decreto invece di aspettare linee guida che non si sa se e quando arriveranno…
(a proposito… visto che arriviamo buoni ultimi in Europa, se i nostri esperti ministeriali si leggessero un po’ di norme applicative e linee guida degli altri Paesi Europei non dovrebbero fare un grosso sforzo di fantasia dato che tutto è stato già scritto…).
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